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Robot umanoidi: a che punto siamo?

Data pubblicazione: 15 ottobre 2026

Autore:

Wealthype.ai per Fineco Bank
Rappresentazione visiva dell'articolo: Robot umanoidi: a che punto siamo?
  1. Il mercato globale dei robot umanoidi potrebbe valere fino a 40 miliardi di dollari nel 2035.
  2. L’adozione partirà dall’industria, per arrivare solo in seguito nelle nostre case.
  3. La Physical AI apre nuove opportunità di investimento, ma la diversificazione resta la chiave.


QUANTO VARRÀ IL MERCATO GLOBALE DEI ROBOT UMANOIDI NEL 2035?

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Fonte: Barclays "AI gets physical"


ChatGPT, scansati: la nuova frontiera dell’Intelligenza Artificiale ha braccia, gambe e sembianze umane. I video online dei robot umanoidi sono incredibili – pensiamo a quello diffuso dalla Cina in occasione del Capodanno Lunare, in cui si sono visti robot esibirsi in mosse di kung fu e altre arti marziali1. Le news parlano di robot in grado di manipolare elementi delicati grazie a polpastrelli e palmi tattili2, o addirittura di robot addestrati a gettarsi autonomamente nell’acciaio fuso per fare spazio alla nuova generazione di umanoidi3.


Ma – notizie sensazionalistiche a parte – davvero gli umanoidi sono pronti a entrare nelle nostre case e nei nostri uffici? La risposta breve è che no, non siamo ancora a quel punto. Anche se lo sviluppo sta procedendo a una velocità impressionante.

Oggi il mercato è agli inizi – tra i 2 e i 3 miliardi di dollari secondo le stime di Barclays4 – e l’adozione dovrebbe procedere gradualmente fino al 2030, quando il mercato dovrebbe attestarsi tra i 10 e i 25 miliardi di dollari. Entro il 2035, però, la forbice potrebbe allargarsi in modo significativo: lo scenario base di Barclays – che converge con le stime di diverse altre grandi banche d’affari – indica un valore di mercato di circa 40 miliardi di dollari, mentre nello scenario più ottimistico si ipotizza un mercato dei robot umanoidi fino a 200 miliardi di dollari a livello globale.


Naturalmente, vista la giovane età di questa nuova tecnologia, fare stime è molto difficile e i numeri vanno presi con le pinze: già solo la distanza tra 40 e 200 miliardi di dollari la dice lunga sull’incertezza che circonda il settore.

Molto dipenderà – come del resto nella corsa all’IA più in generale – da quanto gli investimenti nello sviluppo degli umanoidi riusciranno a tradursi in ricavi effettivi e, dunque, dalla velocità con cui questi robot riusciranno a diventare abbastanza capaci, affidabili ed economici da trovare applicazioni su larga scala.

Robot umanoidi, un mercato in espansione: perché proprio adesso?


Ad oggi, diversi fattori stanno contribuendo a spingere il pedale dell’acceleratore nello sviluppo di questi affascinanti robot.

  1. Da una parte, ci sono fattori demografici: l’invecchiamento della popolazione e il cambiamento del mondo del lavoro comportano una crescente difficoltà nel reperire lavoratori per alcune mansioni – tipicamente quelle più faticose, ripetitive e poco desiderabili, per esempio nelle fabbriche. Mansioni che, grazie ai robot, potrebbero essere in larga parte automatizzate.
  2. Dall’altra, c’è l’avanzamento tecnologico: i progressi compiuti negli ultimi anni sul fronte dell’Intelligenza Artificiale stanno rendendo le macchine più capaci di comprendere ciò che accade intorno a loro, imparare nuovi compiti e adattarsi a situazioni diverse.

È proprio questo che differenzia i robot umanoidi dai robot industriali che conosciamo ormai da decenni, generalmente progettati per svolgere un compito specifico in un ambiente altrettanto specifico. La nuova generazione di robot antropomorfi – almeno nelle ambizioni – sarà in grado di muoversi e interagire in un mondo progettato per il corpo umano, senza dover ripensare gli spazi per renderli adatti alle macchine: dalle scale alle porte, dagli scaffali agli utensili.

La geografia dei robot umanoidi: chi sta guidando, oggi, la corsa?


Neanche a dirlo, occorre guardare a Oriente. Se gli Stati Uniti hanno fatto da apripista, e tuttora mantengono un ruolo centrale nello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e del computing, è la Cina a dominare sul fronte della produzione fisica.


Stando ai dati raccolti da Morgan Stanley5, tra gli umanoidi presentati pubblicamente e censiti dalla banca dal 2022 al 2024, circa il 61% proviene dalla Cina e il 24% da Stati Uniti e Canada. Europa, Medio Oriente e Africa rappresentano complessivamente l’8%, così come il resto dell’Asia. Una tendenza che si è confermata anche nel 2025: secondo Barclays6, quasi il 70% dei nuovi modelli di robot umanoidi presentati lo scorso anno è stato sviluppato da aziende cinesi.

ROBOT UMANOIDI, LA CINA ACCELERA

Numero di nuovi umanoidi presentati pubblicamente, per area geografica

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Fonte: Morgan Stanley Research

Dai prototipi alla produzione di massa: a che punto siamo?


Un aspetto fondamentale per portare davvero questa tecnologia verso la produzione di massa sarà naturalmente la gestione dei costi. Ovvero: affinché un robot venga effettivamente prodotto e utilizzato su larga scala, il suo costo deve essere sostenibile. Pure su questo aspetto, fare stime è tutt’altro che semplice, anche perché ad oggi non esiste ancora un robot umanoide “standard”: modelli, componenti, caratteristiche – e quindi, appunto, i costi – possono variare sensibilmente a seconda dell’azienda produttrice.

Il percorso, però, pare tracciato: stando a Barclays, nell’ultimo decennio il costo unitario degli umanoidi si è ridotto di circa 30 volte. E negli anni a venire dovrebbe continuare a scendere. BofA Global Research calcola che, utilizzando prevalentemente componentistica cinese, a fine 2025 il solo costo dell’hardware – il cosiddetto “Bill Of Materials” o “BOM” – di un tipico umanoide potesse aggirarsi intorno ai 35.000 dollari. Ora, con l’incremento dei volumi e il miglioramento nella progettazione dei componenti, questo costo potrebbe scendere a 13.000-17.000 dollari entro il 2030-2035. Parallelamente, le spedizioni annuali globali potrebbero passare dalle circa 20.000 unità del 2025 a 1,2 milioni nel 2030 e a 10 milioni nel 2035.


ROBOT UMANOIDI: LA PRODUZIONE SALE, I COSTI SCENDONO

Stime BofA sulle spedizioni globali annue (in milioni di unità) e sul costo dei componenti (in dollari, per singolo robot), 2025-2035

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Fonte: BofA Global Research

Quando vedremo i robot umanoidi nelle nostre case?


Certo, le difficoltà ancora da superare non mancano. Per esempio, restano incertezze sulla crescita della domanda nel settore, mentre i costi di produzione sono ancora elevati e potrebbero emergere vincoli alla capacità produttiva di alcuni componenti chiave.


Al netto delle possibili battute d’arresto, evidenzia il report di BofA Global Research, è probabile che l’adozione dei robot umanoidi nei prossimi anni avvenga per fasi: prima nell’industria, poi nel settore dei servizi e, solo successivamente, nelle nostre case.


Nello specifico:


  1. Fase 1: sviluppo (2025-2027). Inizialmente i robot umanoidi saranno utilizzati in piccoli quantitativi all’interno di ambienti strutturati o semi-strutturati, come la produzione industriale e la logistica. Le principali attività riguarderanno la movimentazione dei materiali, l’assemblaggio, lo smistamento e il controllo qualità. Queste applicazioni consentiranno ai robot di raccogliere dati dal mondo reale, utili per proseguire l’addestramento e perfezionare i modelli.
  2. Fase 2: adozione di massa nelle applicazioni commerciali (2028-2034). Grazie alla progressiva integrazione con i modelli LLM – che consentiranno ai robot di interagire in tempo reale con le persone – e al miglioramento del design e delle funzionalità, gli umanoidi potrebbero iniziare a diffondersi su larga scala in applicazioni più “di tutti i giorni”, per esempio negli ambiti dell’istruzione e dei servizi alle imprese.
  3. Fase 3: adozione di massa generalizzata (dal 2035). Gli umanoidi potrebbero diffondersi su larga scala nelle abitazioni. A rendere possibile questo passaggio sarebbero funzionalità ormai mature, un’interazione fluida con le persone e costi di produzione diventati sufficientemente accessibili.


E quando la rivoluzione “umanoide” potrebbe entrare nei portafogli d’investimento?


Dietro alla macchina dalle sembianze umane che si muove e interagisce con il mondo esterno, c’è una filiera industriale piuttosto complessa. Barclays la sintetizza nelle cosiddette “tre B”: Brain, Brawn and Batteries, cioè cervello, muscoli e batterie.


  1. Il “cervello” comprende Intelligenza Artificiale, software, semiconduttori e capacità di calcolo;
  2. i “muscoli” sono gli attuatori e la componentistica che permettono al robot di muoversi, afferrare e manipolare oggetti;
  3. le batterie devono garantire autonomia sufficiente senza appesantire eccessivamente la macchina.


Guardando a questa filiera, il tema degli umanoidi assume una dimensione interessante anche per gli investitori. Se la prima ondata dell’IA si è giocata soprattutto nel mondo digitale – tra semiconduttori, capacità di calcolo, modelli e software – la cosiddetta “Physical AI” porta l’Intelligenza Artificiale nel mondo fisico. Questo potrebbe allargare la platea delle aziende coinvolte: chi progetta e assembla i robot, ma anche produttori di attuatori, motori, ingranaggi, cuscinetti e sensori, società di automazione industriale, batterie e fornitori di alcuni minerali critici. Naturalmente, non è detto che tutte le aziende coinvolte in questa trasformazione siano destinate a beneficiarne nella stessa misura.


Il potenziale è significativo, d’accordo. Ma per passare da un robot che fa le piroette in un video a uno in grado di lavorare ogni giorno in modo affidabile ed economicamente sostenibile, ce n’è ancora di strada da fare. Per gli investitori, la sfida sarà individuare le reali opportunità che la nuova tecnologia potrà generare nel lungo periodo. Senza “scommettere” alla cieca, ovviamente, ma – come sempre – diversificando.


1https://stream24.ilsole24ore.com/video/mondo/cina-spettacolo-robot-cinesi-il-capodanno-lunare/AITCk9SB

2https://www.ansa.it/canale_tecnologia/notizie/future_tech/2026/10/02/i-robot-umanoidi-hanno-nuove-mani-che-possono-usare-come-gli_7ace3e33-b9f3-4f51-a125-deb3aaea4459.html

3https://www.rivistastudio.com/robot-suicidio-acciaio-fuso/

4https://www.ib.barclays/content/dam/barclaysmicrosites/ibpublic/documents/our-insights/impactseries14/Barclays_Impact_Series_14_AI_Gets_Physical.pdf

5https://advisor.morganstanley.com/john.howard/documents/field/j/jo/john-howard/The_Humanoid_100_-_Mapping_the_Humanoid_Robot_Value_Chain.pdf

6https://www.ib.barclays/content/dam/barclaysmicrosites/ibpublic/documents/our-insights/impactseries14/Barclays_Impact_Series_14_AI_Gets_Physical.pdf



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